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Umschalten aufL’indennità di fine rapporto per distributori o concessionari di vendita in Italia è stata oggetto di recenti sviluppi legislativi, che hanno determinato cambiamenti di notevole importanza.
La legge recentemente introdotta nel settore della distribuzione di autoveicoli stabilisce un diritto “innovativo” a un equo indennizzo per i distributori autorizzati e una durata contrattuale minima di cinque anni per i contratti a termine, così come un preavviso di ventiquattro mesi per i contratti a tempo indeterminato.
Nonostante l’interpretazione della norma e la determinazione dell’importo dell’indennità di fine rapporto presentino ancora significative complessità, in attesa di ulteriori sviluppi normativi e giurisprudenziali, il modello tedesco, che da anni la riconosce in tutti i settori commerciali, potrebbe fornire interessanti indicazioni.
1. Introduzione: risarcimento del danno e indennità
Sino a pochi mesi fa, nel panorama giuridico italiano, l’indennità di fine rapporto nei contratti di concessione di vendita era priva di ogni regolamentazione normativa e la giurisprudenza è restata salda ed unanime nel ritenere che alcuna indennità debba essere riconosciuta al concessionario per la clientela da questi apportata, escludendo così un’applicazione analogica delle disposizioni in ambito di agenzia.
Nell’Ordinamento giuridico italiano, alla chiusura del rapporto contrattuale, gli interessi del concessionario erano principalmente tutelati nell’ambito di una valutazione della legittimità e/o congruità del recesso o dello scioglimento del contratto, tramite una stima degli utili che il concessionario avrebbe potuto ricevere se il contratto fosse stato adempiuto sino alla sua naturale scadenza. Lo strumento utilizzato è quello del risarcimento del danno, calcolato nella perdita dell’utile atteso e nell’assorbimento dei costi inerenti all’organizzazione e alla promozione delle vendite, nonché agli investimenti intrapresi confidando nella prosecuzione contrattuale.[1]
Il risarcimento non è invece inteso a ricompensare il concessionario per il lavoro svolto nel costruire una base di clienti, così come di fatto previsto nei rapporti di agenzia all’Artikel 1751 des Zivilgesetzbuches
So dass für die befristete VerträgeEine einseitige Beendigung des Vertragsverhältnisses ist ausgeschlossen (es sei denn, die Parteien haben dies ausdrücklich vereinbart), und eine Beendigung des Vertragsverhältnisses kann nur im Falle eines schwerwiegenden Verstoßes erfolgen.[2]
Andernfalls wird für die unbefristete Verträgeeine einseitige Kündigung ist auch bei Nichterfüllung zulässig, sofern eine angemessene Kündigungsfrist eingehalten wird.[3] Nel caso in cui le parti non avessero concordato un preavviso, lo stesso deve essere valutato facendo riferimento agli interessi del soggetto che “subisce” il recesso, dovendo il recedente concedere un termine che possa permettere di prevenire, almeno parzialmente, gli effetti negativi derivanti dall’interruzione del rapporto;[4] il concessionario dovrà avere la possibilità di recuperare una parte degli investimenti compiuti (ad es. lo smaltimento delle rimanenze di magazzino), mentre il concedente dovrà avere tempo sufficiente per potere riacquistare le merci ancora giacenti presso il concessionario, così da poterle reinserire nel circuito distributivo.[5]
Qualora le parti avessero pattuito e quantificato contrattualmente il termine di preavviso si discute se il giudicante possa svolgere valutazioni sulla sua congruità; la giurisprudenza maggioritaria ritiene che questo termine, anche se breve, debba essere rispettato, e che il giudice non debba valutare la sua adeguatezza.[6]
Es ist jedoch ein Fall zu erwähnen, in dem der Kassationsgerichtshof in einem Urteil vom 18. September 2009 im Automobilsektor,[7] ha affrontato una controversia tra un’associazione di ex concessionari di auto e Renault; in particolare, la casa produttrice era receduta dai contratti con i concessionari, riconoscendo il preavviso contrattuale, pari a dodici mesi. I concessionari hanno ritenuto il recesso abusivo e la corte ha accolto le domande dei ricorrenti, stabilendo che il giudice può valutare se il diritto di recesso è stato esercitato in buona fede o se ne è stato fatto un uso abusivo, basandosi sul criterio della buona fede oggettiva, considerata il riferimento fondamentale per la condotta delle parti.
2. La novella in tema di distribuzione di autoveicoli
In diesem Zusammenhang sind die neuen Regelungen für den Automobilvertrieb, die mit dem Gesetz Nr. 108 vom 5. August 2022später aktualisiert durch Gesetz Nr. 6 vom 13. Januar 2023.
In particolare, il comma 2 dell’art. 7-quinquies (introdotto nel decreto-legge 16 giugno 2022, n. 68, dalla legge di conversione) regolamenta specificamente la durata del contratto, prevedendo che:
- wenn das Verhältnis a ist Befristet, la durata minima del contratto è pari a cinque anni, con obbligo di ciascuna parte di comunicare in forma scritta, almeno sei mesi prima della scadenza, l’intenzione di non procedere alla rinnovazione dell’accordo, a pena di inefficacia della comunicazione;
- in Bezug auf die Beziehungen zu unbestimmtdie schriftliche Kündigungsfrist zwischen den Parteien beträgt vierundzwanzig Monate.
Viene poi introdotto al comma 3 un obbligo in capo al costruttore o importatore di den Händler mitvor dem Abschluss des Vertrags sowie bei späteren Änderungen des Vertrags, alle Informationen die erforderlich sind, um eine fundierte Bewertung des Umfangs der einzugehenden Verpflichtungen und ihrer wirtschaftlichen, finanziellen und vermögensmäßigen Tragfähigkeit vorzunehmen, einschließlich einer Schätzung der erwarteten Grenzerlöse aus der Vermarktung der Fahrzeuge.
Il comma 4 poi introduce un “rivoluzionario” (almeno per il diritto italiano) obbligo del costruttore o importatore, che recede dall’accordo prima della scadenza contrattuale, di corrispondere al distributore autorizzato un gerechte Entschädigungdie auf der Grundlage zu messen ist:
- degli investimenti che questo ha in buona fede effettuato ai fini dell’esecuzione dell’accordo e che non siano stati ammortizzati alla data di cessazione dell’accordo;
- dell’avviamento per le attività svolte nell’esecuzione degli accordi, commisurato al fatturato del distributore autorizzato negli ultimi cinque anni di vigenza dell’accordo.
Ein Ausgleich nach Abs. 4 ist nicht fällig, wenn die Kündigung wegen Nichterfüllung erfolgt oder wenn der Vertragshändler die Kündigung verlangt.
Da ultimo il comma 5-bis della norma dispone espressamente che le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 sono “obligatorisch".
3. Alcuni spunti sulla nuova normativa
Bislang gibt es keine Präzedenzfälle, die eine Auslegung der gesetzlichen Bestimmung ermöglichen, die sehr allgemein gehalten und in der Praxis schwer anzuwenden ist.
Im Vorgriff auf eine rechtswissenschaftliche Entwicklung wollen wir kurz die wichtigsten Kritikpunkte ansprechen, die sich schon bei einer einfachen Lektüre des Gesetzestextes ergeben, und zwar insbesondere in Bezug auf zwei Aspekte:
- die Laufzeit des Vertrages und
- die Quantifizierung des gerechten Ausgleichs.
3.1 Durata del contratto e rinnovo automatico
Wurde der Vertrag für eine bestimmte Zeit geschlossen, so verlängert er sich automatisch um denselben Zeitraum, für den er geschlossen wurde, wenn er nicht innerhalb von sechs Monaten nach Vertragsschluss von einer der Parteien gekündigt wird.
Diese "voreilige" Schlussfolgerung ergibt sich aus einer einfachen Lektüre des Textes, der gerade von einer "Erneuerung" spricht und nicht so sehr von einer Umwandlung des Vertrages von einer befristeten in eine unbefristete Laufzeit, wie dies z. B. bei Vertretungsverhältnissen der Fall ist (vgl. Artikel 1750 des Zivilgesetzbuches). Chiaro trattarsi di una questione di rilevantissimo impatto pratico, posto che il rinnovo del contratto, se effettivamente automatico, comporta il prolungamento del rapporto per un periodo non inferiore a cinque anni, essendo questo il termine minimo fissato dalla normativa.
Tale elemento ha una rilevanza assai importante anche sull’eventuale diritto del concessionario all’equo indennizzo, che si ricorda non essere dovuto solamente nel caso di inadempimento del concessionario, ovvero di suo recesso. Se passa, come è più che verosimile aspettarsi, la teoria del rinnovo automatico del contratto, l’indennizzo sarà riconosciuto al concessionario anche nel caso in cui lo stesso dichiari di non volere rinnovare l’accordo prima della sua scadenza, non trattandosi tecnicamente di vero e proprio recesso. Parimenti, sarà verosimilmente dovuto l’indennizzo anche se le parti concordano di terminare il rapporto contrattuale.
Da es sich dann um eine zwingende Vorschrift handelt, stellt sich, wie im Falle des Handelsvertreters, die Frage, ob ein Verzicht vor der Beendigung des Vertragsverhältnisses als gültig angesehen werden kann oder ob er nur dann wirksam ist, wenn er von den Parteien nach Beendigung des Vertrags vereinbart wird.
Lesen Sie auch: Agente e rinunce e transazioni impugnabili ex art. 2113 c.c.
3.2 Equo indennizzo
Was die Quantifizierung des gerechten Ausgleichs angeht, so bezieht sich die Vorschrift, wie wir gesehen haben, auf zwei sehr allgemeine Parameter, nämlich
- die in gutem Glauben getätigte Investitionen da parte del concessionario e non ammortizzati alla data di cessazione dell’accordo;
- l'Start-up dell’attività commerciale, commisurato al fatturato sviluppato dal distributore nel corso degli ultimi cinque anni di vigenza dell’accordo.
Erstens ist anzumerken, dass es scheint sich nicht um eine analoge Anwendung der Grundsätze zu handeln, die zum Thema der Vertretung aufgestellt wurden, posto che nessuno dei due requisiti fa riferimento alcuno alla clientela da questi apportata e agli affari sviluppati con quella già acquisita, così come disposto dall’Artikel 1751 des Zivilgesetzbuches
La lettera a) del comma 4 fa appunto riferimento ad investimenti effettuati in buona fede, in maniera del tutto staccata da quello che è stato l’apporto di clientela e lo sviluppo degli affari che il concessionario è riuscito a sviluppare nel corso del rapporto.
Die vom Gesetzgeber getroffene Wahl scheint dem Grundsatz von Treu und Glauben mehr Gewicht verleihen zu wollen, der einerseits verlangt, dass der Konzessionsgeber so handelt, dass die Interessen des Konzessionärs gewahrt werden, und somit den Konzessionär nicht zu Investitionen zwingt oder ihn in unangemessener Weise dazu veranlasst, die in keinem Verhältnis zu Art und Dauer des Vertrags stehen, und andererseits, dass der Konzessionär nur für nicht abgeschriebene Investitionen entschädigt wird, die nach dem Grundsatz von Treu und Glauben getätigt wurden.
Con riferimento invece al punto b) del comma 4, il legislatore fa un generico riferimento all’avviamento del concessionario, senza che venga data alcuna rilevanza, ancora una volta, ai vantaggi che il concessionario ha apportato al concedente e che lo stesso gode a seguito della chiusura del rapporto.
Darüber hinaus wird allgemein auf den "Umsatz" des Händlers in den letzten fünf Jahren der Geschäftsbeziehung verwiesen; es ist klar, dass es sich dabei um eine sehr allgemeine Zahl handelt, die an sich nichts mit der Gewinnspanne oder dem Gewinn des Händlers zu tun hat und nicht unbedingt mit den Kunden, die der Händler während der Vertragslaufzeit gewonnen hat.
Der zeitliche Bezug von fünf Jahren scheint an den Analysezeitraum zu erinnern, der in Art. 1751 des Zivilgesetzbuches für Handelsvertreter gilt, mit dem einzigen (aber großen) Unterschied, dass in diesem Fall auf die durchschnittliche Provision des Vertreters in diesem Zeitraum Bezug genommen wird.
3.3 Norme inderogabili e/o di applicazione necessaria?
Come si è avuto modo di vedere, il comma 5-bis della nuova legge attribuisce espressamente alle nuove disposizioni in tema di distribuzione automotive carattere inderogabile.
In tale ambito, sorge una questione rilevante, inerente l’applicazione del Regolamento Roma I (Verordnung (EG) Nr. 593/2008) alla nuova normativa. In particolare, ci si chiede se tali disposizioni possano essere considerate “norme di applicazione necessaria” ai sensi dell’articolo 9 del suddetto Regolamento, anche note come norme “internazionalmente imperative”.
Secondo questa disposizione, le norme di applicazione necessaria sono norme giuridiche che un Paese ritiene cruciali per salvaguardare i propri interessi pubblici, come la sua organizzazione politica, sociale o economica. In determinati casi, i legislatori nazionali possono decidere di attribuire ad alcune delle loro norme imperative un carattere ancora più forte, disponendo che esse non possono essere derogate neppure sottoponendo il contratto ad una legge straniera. Questo significa che, nonostante la scelta contrattuale di applicare una legge diversa, un tribunale potrebbe essere tenuto ad applicare tali disposizioni se ritiene essere per l’appunto di “applicazione necessaria”, in quanto cruciali per salvaguardare gli interessi pubblici dell’Italia.
Ci si deve quindi interrogare (in attesa di un adeguato sviluppo giurisprudenziale e legislativo), se le nuove disposizioni sulla distribuzione automotive debbano ritenersi non solo inderogabili (ex comma 5-bis) a livello nazionale, ma anche internazionale, ex art. 9 del Regolamento Roma I.
Proprio in ambito di concessione di vendita, un esempio di norma di applicazione necessaria è rappresentato dalla legge belga del 27 luglio 1961, che all’articolo 4 impone l’applicazione internazionalmente inderogabile di tale norma in caso di controversie relative alla risoluzione di contratti di concessione eseguiti in Belgio, indipendentemente dalla legge contrattualmente scelta dalle parti. [8]
4. L’indennità del concessionario nel sistema tedesco
Nell’attesa di uno sviluppo giurisprudenziale che affini e indirizzi gli operatori ad interpretare la nuova normativa, è interessante analizzare come funziona un sistema vicino al nostro, che riconosce tale indennità da diverse decine di anni; il tutto senza la pretesa di essere giuristi tedeschi, ma con la semplice intenzione di fornire al lettore una panoramica generale di suddetto modello.
4.1 I presupposti del diritto all’indennità del concessionario
In Deutschland ist die Rechtsprechung seit Jahren applica analogicamente i principi dell’indennità in materia di agenzia, regolati dal § 89b HGB (Handelsgesetzbuch), anche al concessionario. La disposizione in questione è il corrispettivo tedesco dell’articolo 1751 c.c., entrambi riformati per attuare la direttiva europea relativa all’agenzia commerciale del 1986.[9]
Affinché l’indennità possa essere riconosciuta, la giurisprudenza tedesca richiede il soddisfacimento dei seguenti presupposti:
- il contratto non deve essere sciolto dal preponente a causa di gravi inadempienze dell’agente, ovvero dall’agente senza giustificati motivi, oppure vi sia stata una cessione dei diritti e degli obblighi del contratto a un terzo;
- il concessionario deve essere integrato all’interno della rete di distribuzione del concedente;
- es muss eine Übertragung der Kundenliste stattgefunden haben.
4.1.1 Scioglimento del rapporto
La giurisprudenza tedesca applica in via analogica i principi in tema di agenzia, per cui l’indennità ha lo scopo di compensare l’agente dei vantaggi che vengono trasferiti al preponente a seguito della chiusura del contratto, non potendo l’agente più beneficiare dei rapporti che ha stabilito o sviluppato con i propri clienti.
L’indennità, quindi, mira da un lato a compensare le perdite provvigionali subite dall’agente a causa della chiusura del rapporto, d’altro lato ha lo scopo di fornire all’agente un compenso per i vantaggi che derivano dai clienti acquisiti e/o sviluppati dall’agente. Prerequisito per la richiesta di indennità, stabilito dal comma 3 del § 89b HGB, è il fatto che il contratto non sia stato sciolto dal preponente per gravi inadempienze dell’agente, dall’agente senza giustificati motivi, ovvero per cessione dei diritti e obblighi del contratto a un terzo.
La giurisprudenza tedesca, seppure la legge non lo regolamenta espressamente, ha ritenuto che l’indennità sia dovuta in caso di chiusura del rapporto per mutuo dissenso, indipendentemente da chi abbia per primo proposto la terminazione consensuale del rapporto.[10]
Diese Kriterien werden auch auf Händlerverträge angewandt, einschließlich der einvernehmlichen Beendigung des Vertragsverhältnisses.[11] Pertanto, anche in caso di risoluzione consensuale del contratto, il rivenditore autorizzato avrà diritto a un’indennità, a condizione che siano soddisfatti gli altri requisiti, ossia l’integrazione nella rete di distribuzione del produttore e l’obbligo di trasferire la clientela.
4.1.2 Integrazione all’interno della rete
Per quanto riguarda il requisito di integrazione all’interno della rete di distribuzione, è importante sottolineare che il rapporto commerciale non si limita a una semplice relazione tra un venditore e un cliente abituale, essendo necessaria una forma più approfondita di collaborazione che costituisca un vero e proprio accordo di distribuzione integrata.
Dies setzt voraus, dass der Vertragshändler aktiv in das Vertriebssystem des Herstellers eingebunden ist, so dass der Anspruch darauf abzielt, den Händler nicht nur für den Verlust der Vorteile aus den Kundenbeziehungen, sondern auch für den aktiven Beitrag zum Vertriebsnetz des Herstellers zu entschädigen.
Deutsche Rechtssprechung[12] nel tempo ha sviluppato alcuni esempi di situazioni che possano determinare, o comunque portare a ritenere che vi sia una vera e propria integrazione nel sistema distributivo del concedente; qui di seguito se ne richiamano alcuni:
- als Vertragshändler anerkannt werden;
- conferire al produttore/concedente l’autorizzazione ad accedere ai locali commerciali e di stoccaggio in qualsiasi momento;
- einer Mindestabnahmeverpflichtung für die Vertragsprodukte unterworfen werden;
- avere l’obbligo di stoccare le merci in magazzino;
- Einrichtung und Beaufsichtigung von Vertragswerkstätten im Vertragsgebiet;
- Bereitstellung von Support- und Reparaturdiensten für Kunden;
- eine Schulung durch den Hersteller/Konzessionär erhalten;
- die Marke des Herstellers aufzuwerten, zu erhalten und zu pflegen;
- die Verkaufsrichtlinien und Empfehlungen des Herstellers zu beachten;
- die Möglichkeit haben, die Erzeugnisse des Herstellers außerhalb des Vertragsgebiets zu verkaufen;
- einem bestimmten Vertragsgebiet zugeordnet werden, auch wenn keine Gebietsausschließlichkeit besteht.
4.1.3 Il trasferimento dei clienti
Un altro requisito fondamentale affinché il concessionario o il rivenditore abbia diritto all’indennità di fine rapporto è che vi sia stato un trasferimento dei dati dei clienti.
Nach der deutschen Rechtsprechung,[13] non è indispensabile che il trasferimento della lista clienti sia esplicitamente previsto nel contratto, ma può derivare implicitamente come un obbligo o essere una pratica adottata dalle parti (ad es. se il concessionario invia i nominativi dei clienti al produttore per la gestione delle garanzie o per altri scopi legati all’assistenza post-vendita).
Diese Übertragung der Kundenliste ist von entscheidender Bedeutung, da sie es dem Hersteller ermöglicht, die Beziehung zu den vom Händler gewonnenen Kunden auch nach Beendigung der Beziehung zum Händler oder Wiederverkäufer aufrechtzuerhalten und auszubauen.
4.2 Il calcolo dell’indennità
La quantificazione dell’indennità deve essere effettuata considerando i seguenti parametri:
- Vorteile für den Hersteller: occorre valutare se il concessionario ha acquisito nuovi clienti o consolidato quelli esistenti, come previsto dal § 89b HGB (e dall’art. 1751 c.c.), tramite un’analitica prognosi dei vantaggi derivanti dai clienti acquisiti. Es obliegt dem Händler, den Nachweis der Entwicklungen für jeden einzelnen Kunden zu erbringen, non essendo sufficiente la produzione di una semplice lista dei clienti che il concessionario ha acquisito o sviluppato nel corso del rapporto.[14] Der Schätzung sind dann in analoger Anwendung des § 89b HGB die Ergebnisse der letzten fünf Jahre zugrunde zu legen;
- die Quantifizierung des Nutzens deve avvenire in modo “equo”, valutando le perdite subite dal concessionario a seguito della chiusura del rapporto. Applicando analogicamente la disciplina dell’agenzia commerciale, le perdite da considerare devono essere di natura “provvigionale”. Benché, come è noto, il concessionario non venga retribuito tramite provvigioni, bensì marginalizza sulla scontistica che a questo è riconosciuta dal concedente, per potere applicare analogicamente i principi in tema di agenzia, bisogna calcolare quelle che sarebbero state le provvigioni che il produttore avrebbe pagato a un agente commerciale sulla base del fatturato effettuato dal concessionario, se la distribuzione fosse avvenuta tramite un’agenzia e le vendite fossero state realizzate in questo modo.
In questo contesto, per effettuare il calcolo delle indennità e per cercare di “provvigionalizzare” i ricavi del concessionario, bisogna detrarre dalla scontistica a questi riconosciuta, tutte quelle componenti remunerative tipiche del concessionario ed estranee all’agente. A titolo esemplificativo: le spese per il personale e le attrezzature dell’attività, per la pubblicità, la presentazione dei prodotti, l’assunzione dei rischi di vendita, di fluttuazione dei prezzi, di credito o del valore equivalente, etc.[15]
Die limite dell’indennità entspricht dem Durchschnitt der letzten fünf Jahre.[16] Es ist wichtig zu betonen, dass es sich hierbei um die Provision handelt, die der Händler verdient hätte, und nicht um den von ihm erzielten Umsatz. Dies ist besonders wichtig, da sich dadurch der Schwerpunkt der Analyse vom Gesamtgeschäftsvolumen des Händlers wegbewegt und sich stattdessen auf die tatsächlichen Nettoeinnahmen konzentriert.
Tale approccio tiene conto del reale vantaggio economico del concessionario, piuttosto che basarsi su una cifra generica che potrebbe non riflettere accuratamente la sua posizione commerciale. Questa distinzione assicura che l’indennità sia calcolata in modo più preciso e veritiero, riflettendo l’effettivo guadagno del concessionario piuttosto che l’ammontare totale delle vendite realizzate.
L’indennità viene poi calcolata sulla base di tali vantaggi, seguendo un approccio simile a quello utilizzato nell’agenzia.
Cosa verificare prima di agire
- Verificare se il contratto rientra nella disciplina della distribuzione di autoveicoli (L. 108/2022, come modificata dalla L. 6/2023) o resta soggetto alle regole generali sulla concessione di vendita.
- Controllare se il rapporto è a tempo determinato (durata minima di cinque anni e disdetta scritta almeno sei mesi prima della scadenza) o a tempo indeterminato (preavviso di ventiquattro mesi).
- Accertare chi recede e per quale ragione: l’equo indennizzo non è dovuto in caso di risoluzione per inadempimento o di recesso chiesto dal distributore.
- Documentare gli investimenti effettuati in buona fede e non ancora ammortizzati e il fatturato degli ultimi cinque anni, parametri dell’equo indennizzo.
- Nei contratti sottoposti a legge straniera, valutare se le disposizioni inderogabili possano operare come norme di applicazione necessaria ai sensi dell’art. 9 del Regolamento Roma I.
- Fuori dal settore auto, verificare il termine di preavviso pattuito e se il recesso è esercitato secondo buona fede, anche nel rispetto del preavviso contrattuale.
Note
[1] Zu diesem Punkt siehe Venezia, Il contratto di agenzia, 2016, S. 140, Giuffrè.
[2] I contratti di somministrazione di distribuzione, Bocchini und Gambino, 2011, S. 669, UTET.
[3] Concessione di Vendita, Franchising e altri contratti di distribuzione, Vol. II, Bortolotti, 2007, S. 42, CEDAM; In doctrine Il contratto di agenzia, Venezia - Baldi, 2015, S. 140, CEDAM.
[4] In der Doktrin Il contratto di agenzia, Venedig - Baldi, 2015, S. 140, CEDAM; In der Jurisprudenz Appellationsgericht Rom, 14. März 2013.
[5] I contratti di somministrazione di distribuzione, Bocchini und Gambino, 2011, S. 669, UTET.
[6] Siehe Tribunale Turin 15.9.1989 (das eine Frist von 15 Tagen als kongruent ansah); Tribunale Trient 18.6.2012 (das eine Frist von 6 Monaten für eine 10-jährige Beziehung als kongruent ansah); Vertriebsverträge, Bortolotti, 2022, pag. 659, Wolters Kluwer.
[7] Cass. civ., sez. III, 18 settembre 2009, n. 20106 "Bei Verträgen muss der Grundsatz von Treu und Glauben, d. h. der gegenseitigen Loyalität, die Vertragserfüllung, das Zustandekommen und die Auslegung des Vertrags regeln und ihn letztlich in jeder Phase begleiten. [...] Die Verpflichtung zu objektiver Redlichkeit oder Korrektheit stellt in der Tat eine eigenständige Rechtspflicht dar, die Ausdruck eines allgemeinen Grundsatzes der sozialen Solidarität ist, dessen Verfassungsmäßigkeit mittlerweile unbestritten ist (siehe in diesem Sinne u. a. Zivilkassationsurteil 2007 Nr. 3462.)"
[8] Sul punto, Bortolotti, Il contratto internazionale, pag. 47, 2012, CEDAM.
[9] Richtlinie 86/653/EWG des Rates vom 18. Dezember 1986 zur Koordinierung der Rechtsvorschriften der Mitgliedstaaten betreffend die selbständigen Handelsvertreter.
[10] Vgl. hierzu Van Der Moolen, Handbuch des Vertriebsrechts, S. 599, 4. Auflage, 2016, C.H. Beck.
[11] BGH 23.7.1997 - VII ZR 130/96.
[12] BGH 8.5.2007 – KZR 14/04; BGH 22.10.2003 – VIII ZR 6/03; BGH 12.1.2000 – VIII ZR 19/99; sul punto confronta anche Van Der Moolen, Handbuch des Vertriebsrechts, S. 600, 4. Auflage, 2016, C.H. Beck.
[13] BGH 12.1.2000 – VIII ZR 19/99.
[14] BGH 26.2.1997 - VII ZR 272/95.
[15] Vgl. hierzu auch Van Der Moolen, Handbuch des Vertriebsrechts, S. 621, 4. Auflage, 2016, C.H. Beck.
[16] BGH 11.12.1996 - VII ZR 22/96.