{"id":432,"date":"2012-06-26T10:45:45","date_gmt":"2012-06-26T08:45:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francescogozzo.com\/?p=432"},"modified":"2012-06-26T10:45:45","modified_gmt":"2012-06-26T08:45:45","slug":"diritto-dellinternet-ii-il-marchio-ed-il-tdl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescogozzo.com\/deu\/diritto-dellinternet-ii-il-marchio-ed-il-tdl\/","title":{"rendered":"Internetrecht II. Das Warenzeichen und die TLD."},"content":{"rendered":"<p>[:it]Il nome a dominio \u00e8 costituito da un <a href=\"http:\/\/www.francescogozzo.com\/2012\/06\/19\/diritto-dellinternet-parte-i-il-marchio-ed-il-nome-a-dominio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Top Level Domain (TLD)<\/a> <span style=\"color: #000000;\">e da un <\/span><em style=\"color: #000000;\">Secondo Level Domain (SLD)<\/em><span style=\"color: #000000;\">. IL TLD <\/span><strong style=\"color: #000000;\">pu\u00f2 essere essenzialmente di due tipi, generico<\/strong><span style=\"color: #000000;\"> (gTLD) (quando \u00e8 atto a distinguere, in linea di massima, il settore di operativit\u00e0 &#8211; a titolo esemplificativo, .com per le attivit\u00e0 commerciali e .org per le organizzazioni <\/span><em style=\"color: #000000;\">no profit<\/em><span style=\"color: #000000;\">)<\/span><strong style=\"color: #000000;\"> o geografico &#8211; <\/strong><em style=\"color: #000000;\"><strong>country code Top<\/strong> <strong>Level<\/strong> <strong>Domain<\/strong><\/em><span style=\"color: #000000;\"> (ccTLD) (quando \u00e8 atto a segnalare\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">la localizzazione \u00abvirtuale\u00bb dell&#8217;elaboratore).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si consideri, che non vi \u00e8 nessuna garanzia che, in concreto, ad un dominio geografico, per esempio <em>.it<\/em> per l&#8217;Italia, <em>.fr.<\/em> per la Francia e cos\u00ec via, corrisponda effettivamente un elaboratore situato nel territorio evocato dal ccTLD.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L\u2019assegnazione del nome a dominio viene svolta da organismi che hanno il compito di stabilire le procedure di iscrizione dei domini e di assegnare questi ai soggetti richiedenti contraddistinti dal Country code \u201c.it\u201d. Ogni stato ha i propri organi addetti a tali funzioni e ogni singolo paese opera in maniera indipendente essendo i diversi stati contraddistinti dai propri Country\u00a0code\u00a0(.de, .fr, .nl, .be). Sar\u00e0 pertanto possibile che lo stesso domain name venga usato da soggetti distinti in diversi Stati e che gli indirizzi si diversifichino solamente\u00a0 per il Country Code (p.e. \u201c<em>www.esempio.it<\/em>\u201d e <em>www.esempio.de<\/em>\u201d). Sulla base di quanto sovresposto,\u00a0 essendo internet una piattaforma mondiale, regolata da organi Statali indipendenti, \u00e8 evidente che i rischi e le occasioni di confusione tra nomi a dominio utilizzati da titolari di marchi operanti in diversi parti del globo, saranno sempre pi\u00f9 numerosi e frequenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline; color: #000000;\">Ci si chiede pertanto se il titolare di un marchio registrato in Italia possa agire al fine di impedire ad un terzo l\u2019utilizzo di un nome a dominio contenente il marchio della propria impresa, qualora questo sia caratterizzato da un TLD differente (es. <em>www.abcd.it<\/em> ed <em>www.abcd.fr<\/em>).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anche in tal caso bisogna fare una distinzione tra marchi rinomati e marchi non rinomati<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>a)\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>casi di marchio rinomato<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Secondo dottrina e giurisprudenza\u00a0 nel caso di marchio di alta rinomanza, <strong>il problema del TLD non sembra neppure porsi<\/strong>, poich\u00e9 la contraffazione del segno \u00e8 anche in questo caso in <em>re ipsa <\/em>legata alla registrazione del nome a dominio, indipendentemente dal TLD che esso abbia e anche in assenza di un uso effettivo.<span style=\"color: #99cc00;\"><a href=\"https:\/\/francescogozzo.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/n.d.1.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #99cc00;\">[1]<\/span><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>b)\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>casi di marchio non rinomato<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nei casi di marchio per cos\u00ec dire <em>sic et simpliciter<\/em>, non pare sostenibile affermare che il titolare di un marchio registrato, non noto n\u00e9 tantomeno notorio, possa opporsi alla registrazione di un nome a dominio uguale o simile, ma con TLD differente (es. .it e .de).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Infatti, poich\u00e9 la legge sui marchi trova applicazione solo in ambito nazionale, il titolare del marchio registrato in Italia non \u00e8 titolare di un diritto all\u2019uso esclusivo del marchio fuori del territorio nazionale e non pu\u00f2 pertanto impedire ad un terzo di registrare all\u2019estero un nome a dominio uguale o simile al suddetto marchio, ma con il TLD differente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ad ogni modo si deve ritenere che qualora il <strong>terzo registri il <em>domain name<\/em> all\u2019estero<\/strong> al fine di indirizzare gli utenti verso il proprio sito nel quale di fatto pubblicizza o vende determinati beni o servizi concorrenziali, in tal caso risulta irrilevante il territorio nel quale il segno cotraffattivo viene immesso in rete (es. formaggitaliani.it e formaggitaliani.com).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Atteso, infatti, il carattere globale del sistema di comunicazione Internet \u00a0ciascun utente, anche italiano potr\u00e0 collegarsi al sito corrispondente al <em>domain name <\/em>in ipotesi confondibile con il marchio registrato.<span style=\"color: #000000;\">[2]<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si pu\u00f2 quindi ritenere che \u201c<em>il titolare del marchio registrato in Italia non \u00e8 titolare di un diritto all\u2019uso esclusivo del marchio fuori del territorio nazionale, e non pu\u00f2 impedire ad un terzo di registrare all\u2019estero un nome di dominio uguale o simile al suddetto marchio all\u2019interno di un TLD geografico o tematico [differente], salvo che dall\u2019uso che ne viene fatto per offrire in vendita o pubblicizzare beni o servizi, si determini una violazione del diritto\u201d<\/em>.<span style=\"color: #99cc00;\"><a href=\"https:\/\/francescogozzo.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/nd3.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #99cc00;\">[3]<\/span><\/a><\/span><em><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per concludere, quindi, si ritiene che il titolare di un Marchio italiano non pu\u00f2 impedire ad un terzo l\u2019utilizzo di un <em>domain name <\/em>confondibile con il suddetto marchio se riporta un TLD differente, almeno che tale registrazione abbia violato il diritto del titolare all\u2019utilizzo del marchio, poich\u00e9 atta ad indirizzare gli utenti ad un sito web nel quale vengono offerti o pubblicizzati beni o servizi identici, simili o affini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Sulla base di quanto esposto, si ritiene comunque necessario, data la complessit\u00e0 e la specificit\u00e0 della disciplina, che tale parere venga utilizzato quale linea guida e che le singole fattispecie vengano analizzate in maniera specifica.<\/span><\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">RIASSUMENDO<\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\">il TLD\u00a0pu\u00f2 essere essenzialmente di due tipi, generico\u00a0(gTLD) (quando \u00e8 atto a distinguere, \u00a0il settore di operativit\u00e0 (.com), le attivit\u00e0 commerciali (.org)\u00a0o geografico \u00a0(<em>country code Top\u00a0Level\u00a0Domain<\/em>\u00a0ccTLD) quando \u00e8 atto a segnalare la localizzazione \u00abvirtuale\u00bb dell&#8217;elaboratore (.it, .de)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">ci si chiede pertanto se il titolare di un marchio registrato in Italia possa agire al fine di impedire ad un terzo l\u2019utilizzo di un nome a dominio contenente il marchio della propria impresa, qualora questo sia caratterizzato da un TLD differente (es.\u00a0<em>www.abcd.it<\/em>\u00a0ed\u00a0<em>www.abcd.fr<\/em>)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">nei\u00a0casi di marchio rinomato\u00a0il problema del TLD non sembra neppure porsi, poich\u00e9 la contraffazione del segno \u00e8 anche in questo caso in\u00a0<em>re ipsa\u00a0<\/em>legata alla registrazione del nome a dominio, indipendentemente dal TLD che esso abbia e anche in assenza di un uso effettivo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">nei<strong>\u00a0<\/strong>casi di marchio non rinomato si pu\u00f2 quindi ritenere che \u201c<em>il titolare del marchio registrato in Italia non \u00e8 titolare di un diritto all\u2019uso esclusivo del marchio fuori del territorio nazionale, e non pu\u00f2 impedire ad un terzo di registrare all\u2019estero un nome di dominio uguale o simile al suddetto marchio all\u2019interno di un TLD geografico o tematico [differente], salvo che dall\u2019uso che ne viene fatto per offrire in vendita o pubblicizzare beni o servizi, si determini una violazione del diritto\u201d<\/em><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/francesco.gozzo\/AppData\/Local\/Microsoft\/Windows\/Temporary%20Internet%20Files\/Content.Outlook\/XGGQOARP\/nome%20a%20dominio.doc#_ftnref1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/francescogozzo.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/n.d.1.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tribunale di Reggio Emilia 30.5.2000 (ordinanza)<\/a>; Peyron, Giur. it. 2001, 96.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/francesco.gozzo\/AppData\/Local\/Microsoft\/Windows\/Temporary%20Internet%20Files\/Content.Outlook\/XGGQOARP\/nome%20a%20dominio.doc#_ftnref2\">[2]<\/a> Tribunale di Reggio Emilia 30.5.2000 (ordinanza)<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/francesco.gozzo\/AppData\/Local\/Microsoft\/Windows\/Temporary%20Internet%20Files\/Content.Outlook\/XGGQOARP\/nome%20a%20dominio.doc#_ftnref3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/francescogozzo.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/nd3.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tribunale di Reggio Emilia 30.5.2000 (ordinanza)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/2oHOv9p9dHQ\" height=\"315\" width=\"420\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[:]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it]Il nome a dominio \u00e8 costituito da un Top Level Domain (TLD) e da un Secondo Level Domain (SLD). 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